fbpx La Tavola periodica cresce ancora | Page 12 | Scienza in rete

La Tavola periodica cresce ancora

Read time: 1 min

Nei giorni scorsi una commissione internazionale ha ufficialmente stabilito di aggiungere alla Tavola periodica gli elementi numero 114 e 116.

Per il momento non hanno ancora ricevuto un nome e dunque verranno chiamati ununquadium e ununhexium, termini derivati direttamente dal loro numero atomico, ma ben presto anche a questa mancanza verrà posto rimedio.
Entrambi i nuovi elementi hanno vita estremamente breve: il 114, infatti, rimane in vita solamente per circa un secondo, mentre il 116 decade ancora più rapidamente e la sua esistenza dura pochi millisecondi soltanto. La loro scoperta è frutto della collaborazione tra un laboratorio russo (Institute for Nuclear Research di Dubna) e uno statunitense (Lawrence Livermore in California) i cui ricercatori, in delicati esperimenti condotti tra il 2004 e il 2006, hanno bombardato con ioni di calcio atomi di plutonio e curio.

L'ultimo elemento ad essere aggiunto alla Tavola periodica è stato, due anni fa, il numero 112, al quale venne poi assegnato il nome di Copernicium in onore dell'astronomo Nicolaus Copernicus. In attesa di ulteriori conferme sperimentali indispensabili per la loro definitiva catalogazione vi sono ancora gli elementi 113, 115 e 118.

New Scientist - Pure and Applied Chemistry

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Chimica

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.