fbpx La Tavola periodica cresce ancora | Page 14 | Scienza in rete

La Tavola periodica cresce ancora

Read time: 1 min

Nei giorni scorsi una commissione internazionale ha ufficialmente stabilito di aggiungere alla Tavola periodica gli elementi numero 114 e 116.

Per il momento non hanno ancora ricevuto un nome e dunque verranno chiamati ununquadium e ununhexium, termini derivati direttamente dal loro numero atomico, ma ben presto anche a questa mancanza verrà posto rimedio.
Entrambi i nuovi elementi hanno vita estremamente breve: il 114, infatti, rimane in vita solamente per circa un secondo, mentre il 116 decade ancora più rapidamente e la sua esistenza dura pochi millisecondi soltanto. La loro scoperta è frutto della collaborazione tra un laboratorio russo (Institute for Nuclear Research di Dubna) e uno statunitense (Lawrence Livermore in California) i cui ricercatori, in delicati esperimenti condotti tra il 2004 e il 2006, hanno bombardato con ioni di calcio atomi di plutonio e curio.

L'ultimo elemento ad essere aggiunto alla Tavola periodica è stato, due anni fa, il numero 112, al quale venne poi assegnato il nome di Copernicium in onore dell'astronomo Nicolaus Copernicus. In attesa di ulteriori conferme sperimentali indispensabili per la loro definitiva catalogazione vi sono ancora gli elementi 113, 115 e 118.

New Scientist - Pure and Applied Chemistry

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Chimica

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.