Proprio mentre FDA ed EMA mettono in guardia i consumatori sui rischi del drospirenone, il progestinico sul mercato dal 2000 contenuto in alcune tra le più diffuse pillole anticoncezionali e cure per la menopausa, in Italia c’è chi ripete dalla ribalta del 13° Congresso mondiale sulla menopausa che questo prodotto «riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale». Nemmeno una parola sul fatto che meno di due mesi fa il British Medical Journal abbia pubblicato due nuovi studi (che si aggiungono a molti altri) secondo i quali la sostanza raddoppia il rischio di trombosi venose rispetto ai contraccettivi tradizionali contenenti levonorgestrel.
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Parità a parole, divario nei fatti: il peso della maternità

A parole la parità è un valore condiviso, ma nei fatti la genitorialità continua a pesare in modo asimmetrico. Analisi su larga scala mostrano che le madri vedono ridursi redditi, produttività e opportunità di carriera, mentre i padri mantengono percorsi lineari. Anche dove esistono politiche di sostegno, il carico familiare resta sbilanciato. Insomma, il cambiamento culturale è ancora incompiuto.
Immagine di copertina elaborata con ChatGPT
Una decina di anni fa, preparando una conferenza sulle difficoltà incontrate dalle donne nelle loro carriere, sia in ambito industriale sia in ambito accademico, avevo trovato molte ricerche fatte in diverse nazioni del mondo che portavano tutte alla stessa ineluttabile conclusione: i figli fanno male alle carriere delle loro mamme. Per contro, le carriere dei papà non sembrano essere compromesse, anzi.