La Commissione europea ha esteso anche alla bigiotteria di basso costo proveniente dall’estero il divieto di utilizzare cadmio. Dal dicembre 2011 i prodotti in vendita nell’Unione non potranno contenere la sostanza, che in passato era usata come colorante o stabilizzante in alcuni articoli in plastica, ma si è poi dimostrata tossica e in particolare cancerogena. Il primo provvedimento, che risale al 1992, ne consentiva ancora la presenza in alcuni tipi di pvc rigido e nelle bacchette per saldatura, oltre che nella bigiotteria d’importazione a basso costo. Ma la capacità del cadmio di essere assorbito attraverso la pelle, e soprattutto attraverso la lingua, ha spinto i legislatori europei ad apportare al Reach, il regolamento per la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, le modifiche che aboliscono anche queste eccezioni.
Da dicembre bijoux senza cadmio
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Adolescenti e dispositivi digitali: oltre i divieti, verso l'educazione

Mentre il tempo che bambini e adolescenti trascorrono con adulti e coetanei si è drasticamente ridotto, è cresciuto l’uso dei dispositivi digitali. Con effetti che, secondo gli studi, si traducono in rischi per salute fisica, sonno e benessere psicologico. Ma la risposta più efficace non sono divieti e verifiche d'età quanto, semmai, un’educazione condivisa all’uso consapevole, sostenuta da scuola, famiglie e comunità.
Trent’anni fa un adolescente trascorreva tra le 10.000 e le 20.000 ore in presenza di adulti e coetanei; oggi questa stima si riduce drasticamente, attestandosi tra le 1.500 e le 5.000 ore. Parallelamente, il 41,8% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni dichiara di essersi rivolto all’intelligenza artificiale nei momenti di tristezza, solitudine o ansia.
Da queste due considerazioni prende avvio una riflessione sull’uso eccessivo e intensivo dei dispositivi digitali da parte di bambini, bambine e adolescenti.