fbpx Dati col laser in poppa | Page 10 | Scienza in rete

Dati col laser in poppa

Read time: 1 min

Un team di ricercatori è riuscito a trasmettere dati tra due computer alla velocità record di 26 terabits al secondo. In un solo secondo, cioè, è stato trasmesso e correttamente decodificato l'equivalente di 700 DVD.

Il team, coordinato da Jürg Leuthold (Karlsruhe Institute of Technology), non è nuovo a simili record dato che solo un anno fa aveva abbattuto il muro dei 10 terabits al secondo. La nuova incredibile prestazione, effettuata utilizzando un singolo raggio laser e due computer distanti 50 chilometri, è stata annunciata nell'ultimo numero di Nature Photonics.

Il successo è dovuto a un nuovo processo di decodifica che nella sua parte iniziale è puramente ottico. Questo approccio consente di intervenire sull'elevato flusso di dati trasportato dal raggio laser spezzettandolo in unità con un flusso di bit inferiore, dunque gestibile con processi elettronici.

Riuscire a velocizzare il flusso di dati è una vera manna dal cielo per un Internet sempre più trafficato. Sarebbe la carta vincente soprattutto per la trasmissione di dati video, processi che assorbono una bella fetta della banda disponibile e necessitano di flussi dati estremamente elevati.

Karlsruhe Institute of Technology

Autori: 
Computer

prossimo articolo

Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.