fbpx Il magma nascosto di Io | Page 2 | Scienza in rete

Il magma nascosto di Io

Read time: 1 min

Una nuova analisi dei dati raccolti dalla sonda Galileo undici anni fa suggerisce l'esistenza di un oceano di magma sotto la superficie di Io, il vulcanico satellite di Giove.

Quando il magnetometro della sonda, tra l'ottobre 1999 e il febbraio 2000, registrò alcune anomalie nei dati provenienti da Io, i modelli in grado di descrivere l'interazione tra quella luna e il potente campo magnetico di Giove non erano sufficientemente sofisticati da suggerire una spiegazione valida. A oltre dieci anni di distanza Krishan Khurana (UCLA) e collaboratori sono finalmente riusciti a svelare il mistero.

Nello studio pubblicato su Science Express attribuiscono quelle anomalie all'interazione tra il campo magnetico di Giove e uno strato di magma fluido dello spessore di una cinquantina di chilometri posto sotto la crosta superficiale di Io. Le anomalie verrebbero spiegate dall'eccezionale conducibilità elettrica che caratterizza quel magma, in grado dunque di rispondere alle variazioni del campo magnetico di Giove.

Sarebbe dunque questo guscio di magma ad alimentare l'eccezionale vulcanesimo che caratterizza questo satellite che, grande poco più della Luna, produce ogni anno una quantità di lava pari a 100 volte quella eruttata dai vulcani terrestri.

UCLA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Il petrolio oggi: alcuni dati per capire meglio la crisi

pompa petrolifera

La chiusura o quasi dello Stretto di Hormuz, a causa del conflitto innescato da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha portato all'aumento del prezzo del petrolio, al rilascio di riserve di emergenza da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia e alla ricerca di tratte alternative. Capiamoci qualcosa di più con dati e grafici, anche e soprattutto per ricordarci che è un ulteriore motivo per cui del petrolio dobbiamo sbarazzarci il prima possibile.

Immagine di RJA1988

È notizia di ieri che i trentadue paesi membri dell’Agenzia internazionale per l’energia hanno deciso di mettere a disposizione 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve di emergenza a causa del conflitto in Iran e in Medio Oriente.