fbpx Tagli alle spese per ET | Page 11 | Scienza in rete

Tagli alle spese per ET

Read time: 1 min

Il radiotelescopio multiplo ATA, fiore all'occhiello della ricerca di forme di vita intelligenti, è stato spento per mancanza di copertura finanziaria.

All'Istituto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) cercano di minimizzare, ma il congelamento dell'Allen Telescope Array (ATA) non è cosa da poco. “Non è certo la fine di SETI – ha dichiarato Seth Shostak, senior astronomer del progetto – ma è senza dubbio una situazione molto delicata.” La decisione di spegnere l'interruttore dei paraboloidi costruiti per ricercare possibili messaggi radio da civiltà extraterrestri è stata presa lo scorso 22 aprile a seguito dei tagli di bilancio nelle ricerche di radioastronomia decisi dall'Università di Berkeley.

Il radiotelescopio ATA – dedicato a Paul Allen, cofondatore di Microsoft e munifico finanziatore dell'opera – è stato progettato per tenere sotto controllo le frequenze comprese tra 1.000 e 10.000 MHz, ritenute le più probabili per eventuali messaggi da altre civiltà. La sua configurazione definitiva avrebbe dovuto prevedere ben 350 paraboloidi da 6 metri (dal 2007 ne sono in funzione 42), ma lo stop imprevisto rischia di suonare come una bocciatura dell'intero progetto.

L'Istituto SETI, ovviamente, non si dà per vinto e ha lanciato dal suo sito una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi.

SETI - Reuters

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Cosa si impara smontando un viadotto vecchio cinquant’anni

vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine le operazioni di demolizione del viadotto di Corso Grosseto a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.