fbpx La Corte contro le ES | Page 3 | Scienza in rete

La Corte contro le ES

Read time: 1 min

I coordinatori dei maggiori consorzi europei che lavorano sulle cellule staminali hanno scritto una lettera a Nature, pubblicata il 28 aprile, stigmatizzando la presa di posizione dell'avvocato generale della Corte europea di giustizia che il mese scorso si è espresso contro un brevetto che riguarda cellule derivate da staminali embrionali.

Il brevetto, rilasciato in Germania, riguarda una linea di progenitori di cellule neurali. Dopo che il brevetto è stato denunciato da parte di Greenpeace, il governo tedesco si è rivolto alla Corte di giustizia europea per sanare la controversia. L'avvocato generale ha argomentato che non si può brevettare qualcosa che sia derivato da embrioni. Ora dovrà esprimersi la corte.

Con questa lettera (primo firmatario Austin Smith), i ricercatori che lavorano sulle staminali vogliono far capire quali conseguenze avrebbe non consentire più brevetti sulle linee cellulari derivate dalle staminali embrionali (più di cento) per la ricerca e la medicina. Sottolineano anche che le cellule non vengono ottenute "da embrioni", bensì da cellule staminali di ovociti sovrannumerari da fecondazione assistita.

La lettera su Nature (28 aprile 2011)

Autori: 
Sezioni: 
Staminali

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.

Immagine di copertina creata con ChatGPT

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.