fbpx Embrionali bloccate dalla Corte? | Scienza in rete

Embrionali bloccate dalla Corte?

Read time: 1 min

I coordinatori dei maggiori consorzi europei che lavorano sulle cellule staminali hanno scritto una lettera a Nature, pubblicata il 28 aprile, stigmatizzando la presa di posizione dell'avvocato generale della Corte europea di giustizia che il mese scorso si è espresso contro un brevetto che riguarda cellule derivate da staminali embrionali.

Il brevetto, rilasciato in Germania, riguarda una linea di progenitori di cellule neurali. Dopo che il brevetto è stato denunciato da parte di Greenpeace, il governo tedesco si è rivolto alla Corte di giustizia europea per sanare la controversia. L'avvocato generale ha argomentato che non si può brevettare qualcosa che sia derivato da embrioni. Ora dovrà esprimersi la corte.

Con questa lettera (primo firmatario Austin Smith), i ricercatori che lavorano sulle staminali vogliono far capire quali conseguenze avrebbe non consentire più brevetti sulle linee cellulari derivate dalle staminali embrionali (più di cento) per la ricerca e la medicina. Sottolineano anche che le cellule non vengono ottenute "da embrioni", bensì da cellule staminali di ovociti sovrannumerari da fecondazione assistita.

La lettera su Nature (28 aprile 2011)

Autori: 
Sezioni: 
Staminali

prossimo articolo

Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.