L’iniezione di un gene capace di far produrre endorfine è uno degli approcci più innovativi alla terapia del dolore. E in uno studio sponsorizzato dall’azienda svedese di biotecnologie che detiene il brevetto avrebbe anche dimostrato di essere sicuro e ben tollerato. Un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan ha infatti iniettato in dieci volontari tormentati da un dolore neoplastico intrattabile diverse dosi di un vettore genico contenente le sequenze codificanti per l’encefalina, un oppioide prodotto naturalmente dall’organismo. David Fink, che ha coordinato lo studio, lavora da vent’anni al progetto di sviluppare cure per le malattie nervose partendo da herpes virus modificati, da caricare con diversi tipi di geni potenzialmente utili all’organismo. Nel caso della ricerca appena pubblicata sugli Annals of Neurology NP2, così si chiama il prodotto, veniva iniettato nella cute della zona più dolente e da lì captato dalle terminazioni nervose locali. Nelle quattro settimane successive al trattamento, nei pazienti che avevano ricevuto la dose più alta, il dolore si è ridotto dell’80 per cento.
Oppioidi fai da te
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NO, grazie. Metafore e considerazioni sparse sul referendum

Pochi giorni ormai ci separano dal voto del referendum, ma ancora c’è tempo per chiarirsi le idee sui punti principali su cui saremo chiamati a dire la nostra. A partire da una considerazione: che il processo non è una partita di calcio, ma uno strumento scientifico per arrivare, per quanto possibile, alla verità, senza la quale non vi è giustizia. Il problema delle nomine al CSM è reale: ma se per eliminare una fastidiosa zanzara si impugnasse un bazooka e si sparasse al muro, sarebbe lecito pensare che l’obiettivo sia il muro, la zanzara solo il pretesto.
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Mi sono state richieste riflessioni, sintetiche, sulle ragioni per cui si dovrebbe votare NO alla riforma costituzionale a breve al definitivo vaglio dei cittadini attraverso referendum.
Tenuto conto del numero di criticità che affliggono la proposta di modifica della carta fondamentale, dal metodo usato per approvarla (iniziativa governativa, nessun emendamento del Parlamento, in definitiva: una gran fretta), al merito, al pronostico sui suoi effetti, la sintesi si tradurrebbe in approssimazione. Mi limito dunque a osservazioni sparse.