fbpx Oppioidi fai da te | Scienza in rete

Oppioidi fai da te

Primary tabs

Read time: 1 min

L’iniezione di un gene capace di far produrre endorfine è uno degli approcci più innovativi alla terapia del dolore. E in uno studio  sponsorizzato dall’azienda svedese di biotecnologie che detiene il brevetto  avrebbe anche dimostrato di essere sicuro e ben tollerato. Un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan ha infatti iniettato in dieci volontari tormentati da un dolore neoplastico intrattabile diverse dosi di un vettore genico contenente le sequenze codificanti per l’encefalina, un oppioide prodotto naturalmente dall’organismo.

David Fink, che ha coordinato lo studio, lavora da vent’anni al progetto di sviluppare cure per le malattie nervose partendo da herpes virus modificati, da caricare con diversi tipi di geni potenzialmente utili all’organismo. Nel caso della ricerca appena pubblicata sugli Annals of Neurology NP2, così si chiama il prodotto, veniva iniettato nella cute della zona più dolente e da lì captato dalle terminazioni nervose locali. Nelle quattro settimane successive al trattamento, nei pazienti che avevano ricevuto la dose più alta, il dolore si è ridotto dell’80 per cento.    

Annals of Neurology doi: 10.1002/ana.22446

Autori: 
Sezioni: 
Geni

prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.