Ad alimentare l’atmosfera apocalittica suscitata dal disastro giapponese e dai venti di guerra sul Mediterraneo mancava giusto una nuova minaccia proveniente da Est: una nuova malattia emergente potenzialmente mortale, comparsa nel 2009 nelle zone rurali delle province di Hubei ed Henan, nella Cina centrale, e di cui i ricercatori orientali hanno finalmente individuato la causa. E’ un nuovo bunyavirus, che provoca febbre alta e trombocitopenia, mandando in tilt tutti gli organi. La trasmissione non sembra avvenire da individuo a individuo, ma è probabilmente mediata da una zecca in cui è stato isolato il nuovo agente infettivo, isolato anche in più di 170 pazienti di sei diverse province.
Un nuovo agente emerge dalla Cina
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Ora tocca a Cuba

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando?
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C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).