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Sindrome Giapponese

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Notizie sempre più allarmanti giungono dall'impianto di Fukushima Daiichi, ma da più parti si sottolinea come la frammentarietà delle informazioni finora rese pubbliche possa nascondere un disastro di proporzioni apocalittiche.

E' proprio il termine Apocalisse che Gunther Oettinger, commissario europeo per l'energia, ha utilizzato in queste ore aggiornando la Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia del Parlamento europeo a Bruxelles sulla situazione in Giappone. "Praticamente tutto è fuori controllo – ha dichiarato Oettinger – e non escludo il peggio nelle ore e nei giorni che verranno".

Secondo gli ultimi comunicati IAEA, le esplosioni che hanno interessato le unità 1 e 3 non avrebbero intaccato le strutture di contenimento dei reattori, mentre vi sono serie preoccupazioni riguardo all'unità 2, interessata da una violenta esplosione alle 21:14 del 14 marzo (ora italiana). Tutte le esplosioni sono riconducibili alla formazione di sacche di idrogeno. Ancora molto incerta, invece, sia la natura che le conseguenze dell'incendio sviluppatosi alle 23:54 (ora italiana) all'unità 4 e che si è protratto per un paio d'ore.

I comunicati ufficiali indicano che il livello di radioattività ambientale è in diminuzione. Alle ore 6:00 (ora italiana) del 15 marzo all'ingresso principale dell'impianto di Fukushima si registravano 0,6 millisievert per ora, dato estremamente confortante se riferito alle misurazioni effettuate in precedenza in prossimità degli impianti 3 e 4 che indicavano un livello di 400 millisievert per ora, ma che è ancora mostruosamente elevato se si considera che in media – i valori variano a seconda della località – il fondo di radioattività naturale è intorno ai 2,4 millisievert per anno. Tenendo conto che, mediamente, una radiografia al torace apporta 0,1 millisievert, all'ingresso della centrale è come se ci si sottoponesse a una lastra ogni dieci minuti. La World Nuclear Association indica che un'esposizione oltre i 100 millisievert annui è un livello in grado di provocare il cancro: corrispondono a una settimana di esposizione ai livelli misurati all'ingresso di Fukushima.

Situazione gravissima, dunque, resa ancora più grave dall'accusa di tardiva e incompleta comunicazione che i media Giapponesi muovono sia alla TEPCO (gestore dell'impianto) sia allo stesso Primo ministro Naoto Kan. L'agenzia di stampa Kyodo riporta lo sfogo di Kan che, sentendo in diretta TV la notizia di una delle esplosioni, ha sbottato: “La TV riporta un'esplosione, ma niente è stato riferito all'ufficio del premier per circa un'ora.

ANSA - IAEA - Science Daily

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