fbpx Un sottile attacco all'udito | Page 19 | Scienza in rete

Un sottile attacco all'udito

Read time: 2 mins

I danni che le cuffie e cuffiette dei lettori musicali portatili possono arrecare all'udito sono ben noti da tempo, ma uno studio appena pubblicato mette in guardia su un pericolo più subdolo e meno evidente.

Un team composto da ricercatori tedeschi e giapponesi ha messo in evidenza che l'abitudine ad ascoltare musica attraverso le cuffie per lunghi periodi in ambienti rumorosi può causare cambiamenti neurofisiologici. Ad essere colpita sarebbe la capacità del sistema uditivo di distinguere chiaramente i differenti suoni. Questa anomalia nella percezione uditiva, però, non è individuabile attraverso i normali controlli uditivi, ma solamente rilevando la risposta del cervello agli stimoli sonori.

Per il loro studio, i cui risultati sono stati pubblicati su PLoS ONE, i ricercatori hanno selezionato due gruppi di persone, uno dei quali era composto da individui che da lungo tempo ascoltavano abitualmente musica con auricolari. Hanno poi utilizzato un magnetoencefalografo per osservare se ciascun individuo fosse in grado di percepire un suono estraneo di fondo mentre assisteva a un film. Dall'analisi dei dati è emerso che la capacità a distinguere il suono era molto più pronunciata nelle persone che non facevano abituale uso di auricolari.

Secondo i ricercatori il danno potrebbe col tempo degenerare in modo irreversibile in disordini uditivi più gravi. Il guaio è che i test audiometrici standard non sono proprio in grado di indicare il suo insorgere.

National Institute for Physiological Sciences

Autori: 
Sezioni: 
Salute

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.