Una ricerca suggerisce che l'aumento di anidride carbonica in atmosfera avrebbe causato una riduzione del 34% nella densità dei pori sulle foglie degli alberi. Stando all'analisi di un secondo studio, ciò porterebbe in futuro a una drastica riduzione del vapore d'acqua rilasciato nell'atmosfera dagli alberi.
Nella prima ricerca, pubblicata su PNAS, Emmy Lammertsman (Institute of Environmental Biology di Utrecht) e collaboratori hanno analizzato le foglie di numerose specie di alberi della Florida confrontandole con quelle conservate in erbari e formazioni di torba di 100-150 anni fa. Dal confronto è emersa non solo una riduzione del numero di stomi, ma anche, seppure in misura meno drammatica, una riduzione delle dimensioni di queste aperture che servono agli alberi per respirare. Nello studio si mostra un profondo legame tra i livelli di CO2, la temperatura, il meccanismo di traspirazione e la densità degli stomi.
La seconda ricerca, coordinata da Hugo Jan de Boer (Copernicus Institute for Sustainable Development di Utrecht) e anch'essa pubblicata su PNAS, sviluppa e valida un modello che simula come gli stomi possano rispondere alla continua crescita di CO2 atmosferico. Dal modello emerge che un raddoppio degli attuali livelli di anidride carbonica porterà al dimezzamento del vapore d'acqua rilasciato in atmosfera dagli alberi. Un'atmosfera più secca, però, potrebbe voler dire una riduzione delle piogge e, di conseguenza, una drammatica minore disponibilità di acqua.
Indiana University
CO2 e respiro degli alberi
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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.
Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.