fbpx CO2 e respiro degli alberi | Scienza in rete

CO2 e respiro degli alberi

Primary tabs

Read time: 1 min

Una ricerca suggerisce che l'aumento di anidride carbonica in atmosfera avrebbe causato una riduzione del 34% nella densità dei pori sulle foglie degli alberi. Stando all'analisi di un secondo studio, ciò porterebbe in futuro a una drastica riduzione del vapore d'acqua rilasciato nell'atmosfera dagli alberi.

Nella prima ricerca, pubblicata su PNAS, Emmy Lammertsman (Institute of Environmental Biology di Utrecht) e collaboratori hanno analizzato le foglie di numerose specie di alberi della Florida confrontandole con quelle conservate in erbari e formazioni di torba di 100-150 anni fa. Dal confronto è emersa non solo una riduzione del numero di stomi, ma anche, seppure in misura meno drammatica, una riduzione delle dimensioni di queste aperture che servono agli alberi per respirare. Nello studio si mostra un profondo legame tra i livelli di CO2, la temperatura, il meccanismo di traspirazione e la densità degli stomi.

La seconda ricerca, coordinata da Hugo Jan de Boer (Copernicus Institute for Sustainable Development di Utrecht) e anch'essa pubblicata su PNAS, sviluppa e valida un modello che simula come gli stomi possano rispondere alla continua crescita di CO2 atmosferico. Dal modello emerge che un raddoppio degli attuali livelli di anidride carbonica porterà al dimezzamento del vapore d'acqua rilasciato in atmosfera dagli alberi. Un'atmosfera più secca, però, potrebbe voler dire una  riduzione delle piogge e, di conseguenza, una drammatica minore disponibilità di acqua.

Indiana University

Autori: 
Sezioni: 
Botanica

prossimo articolo

Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.