fbpx Formiche zombie a causa di un fungo | Page 2 | Scienza in rete

Formiche zombie a causa di un fungo

Read time: 1 min

Scoperto un fungo che, dopo aver contaminato una formica con le sue spore, ne assume il pieno controllo trasformandola in un vero e proprio zombie.

Entro una settimana dalla contaminazione, il fungo nato dalle spore è in grado di manipolare il comportamento della formica ospite inducendola a morire in una posizione esposta e assai vantaggiosa per il futuro sviluppo del fungo. Solitamente, infatti, la fa arrampicare sulle foglie di un cespuglio e fa in modo che si ancori ben bene addentandone saldamente una prima di morire. A quel punto il fungo cresce al di fuori della testa della formica e può a sua volta rilasciare nuove spore nell'aria.

Lo studio, pubblicato su PLoS One, è frutto del lavoro di ricerca compiuto da Harry Evans (Universidade Federal de Viçosa – Brasile) e collaboratori nella regione Zona da Mata nello stato brasiliano di Minas Gerais. I ricercatori hanno scoperto che l'azione del fungo (Ophiocordyceps unilateralis) è estremamente selettiva e colpisce quattro specie ben precise di formiche operaie della specie Camponotus.
Non è l'unico caso in natura di formiche coinvolte in un legame di simbiosi con altri organismi, quali batteri o funghi, ma quello individuato da Evans è di gran lunga il più invasivo.

ABC Science

Autori: 
Sezioni: 
Entomologia

prossimo articolo

Vedere le faglie in 3D grazie al machine learning

prefettura dell aquila dopo il terremoto del 2019

Un sistema di algoritmi di machine learning permette di ricostruire la geometria tridimensionale delle faglie sismiche a partire solo dalla posizione degli ipocentri, rivelando la loro struttura gerarchica e segmentata. L’approccio, sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II e testato su diverse sequenze sismiche, potrebbe migliorare i modelli di previsione probabilistica operativa dei terremoti. Nell'immagine il palazzo della prefettura a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Credit: TheWiz83/Wikipedia (CC BY-SA 3.0). 

Siamo abituati a immaginare le faglie come piani, a separazione di blocchi di roccia che muovendosi l’uno rispetto all’altro generano i terremoti. In realtà, le faglie hanno geometrie molto più complicate. Più che come piani, dovremmo immaginarle come sottili parallelepipedi, strati di roccia con un certo spessore, all’interno dei quali si trovano altre faglie più piccole, e così via in un meccanismo di segmentazione gerarchico.