Sorpresa tra i planetologi: tra il gran numero di potenziali sistemi planetari scoperti dall'osservatorio Kepler ce n'è anche uno in cui due pianeti condividono la stessa orbita.
Sono bastati quattro mesi di osservazione e Kepler ha già sommerso le scrivanie dei planetologi con circa 1200 candidati pianeti da verificare e studiare. Una marea di dati che non solo potrà dare preziose indicazioni sulle attuali teorie di formazione ed evoluzione dei sistemi planetari, ma che già fin d'ora offre gradite sorprese.
Nel corso della prima analisi di questi dati, proposta per la pubblicazione a The Astrophysical Journal, Jack Lissauer (Ames Research Center) e i suoi collaboratori hanno infatti scoperto anche un sistema planetario davvero insolito. Si chiama KOI-730 ed è composto da quattro pianeti. Il fatto insolito è che due di quei pianeti percorrono la stessa orbita, con uno che costantemente precede l'altro di 60 gradi.
Dal punto di vista dinamico non è una novità. Quella particolare posizione è prevista nell'interazione gravitazionale tra tre corpi ed è uno dei cosiddetti punti di Lagrange. La incontriamo anche nel nostro Sistema solare: Giove è preceduto e seguito nella sua orbita da uno sciame di piccoli corpi, gli asteroidi Troiani. La grossa novità è che nel sistema KOI-730 il punto di Lagrange non è occupato da piccoli oggetti, ma da un pianeta.
Viene da chiedersi se si tratti di una situazione stabile. Le simulazioni di Lissauer indicano che per almeno una decina di milioni di anni non dovrebbero esserci problemi. E poi? Poi potrebbe succedere quello che capitò al nostro pianeta quando venne tamponato da un oggetto della stazza più o meno di Marte e da quell'impatto si originò la Luna. Qualcuno suggerisce che quell'oggetto - battezzato Theia - non proveniva dallo spazio profondo, ma percorreva la stessa orbita della Terra. Ora ha le prove che l'idea non è affatto assurda.
New Scientist - Research paper
Un'orbita per due
prossimo articolo
Screening del PSA in Lombardia: una scelta discutibile

L'opportunità di proporre uno screening per il tumore della prostata basato sul dosaggio del PSA è discussa, a causa di un incerto equilibrio tra vantaggi e rischi. La Regione Lombardia nonostante questo ha deciso di promuoverlo, offrendolo gratuitamente a tutti i maschi dai 50 ai 70 anni. L’iniziativa viene pubblicizzata sul sito della Regione all'insegna dell' "Happy screening to you", con tanto di torta e candeline. Slow Medicine ha inviato una lettera aperta all’Assessore alla sanità della Regione Lombardia in cui contesta questa linea, mostrando come contrasti con i dati della letteratura scientifica oggi disponibile. L'immagine è tratta dalla pagina sullo screening del sito di Regione Lombardia.
Lo screening del tumore della prostata mediante dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) è da decenni oggetto di un ampio dibattito scientifico, a causa del delicato equilibrio tra benefici potenziali e rischi per la salute, individuale e collettiva.