fbpx Il cuore esotico di Cassiopea A | Page 5 | Scienza in rete

Il cuore esotico di Cassiopea A

Read time: 2 mins

Misure di temperatura della giovane stella di neutroni mostrano che si sta raffreddando rapidamente, probabile segno che la materia del suo nucleo si sta trasformando in un superfluido di neutroni.
Sembra che Cassiopea A si diverta a sfidare gli astronomi. Fin dagli anni '50 si sapeva della presenza in quella regione del cielo di una intensa radiosorgente, ma fu solo nel 1999 che si ebbe la prova che in quel residuo di supernova si nascondeva una stella di neutroni. Lo studio dell'espansione dei gas che la avvolgono ha permesso di stabilire che la supernova che la originò esplose circa 330 anni fa, ma nelle cronache astronomiche degli anni intorno al 1680 non v'è traccia di avvistamenti di supernova in quella zona.
Ora c'è il rebus della temperatura. Le accurate misurazioni ottenute grazie all'osservatorio orbitante Chandra e pubblicate lo scorso anno da Craig Heinke e Wynn Ho, infatti, hanno indicato che dal 1999 la luminosità di questa stella di neutroni si è affievolita di un quinto, segno che la sua temperatura superficiale è diminuita del 4%.
In due lavori indipendenti, due gruppi di astrofisici interpretano questo raffreddamento come una conseguenza della trasformazione di parte dei neutroni del nucleo in un superfluido. Saremmo cioè in presenza di uno stato davvero esotico della materia, nel quale il moto delle particelle che la compongono non presenta nessun attrito.
Sia per il team di Danny Page (National Autonomous University of Mexico) che per quello di Peter Shternin (Ioffe Physical Technical Institute - St. Petersburg), del quale fanno parte gli stessi Heinke e Ho, i calcoli confermerebbero che il calo di temperatura si adatta a meraviglia al cospicuo flusso di neutrini che, quando i neutroni si aggregano a formare il superfluido, vengono dispersi nello spazio trascinando con sé un bel po' di energia.

New Scientist - INAF

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz

Carta geografica dello Stretto di Hermuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0

Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.