Misure di temperatura della giovane
stella di neutroni mostrano che si sta raffreddando rapidamente,
probabile segno che la materia del suo nucleo si sta trasformando in
un superfluido di neutroni.
Sembra che Cassiopea A si diverta a
sfidare gli astronomi. Fin dagli anni '50 si sapeva della presenza in
quella regione del cielo di una intensa radiosorgente, ma fu solo nel
1999 che si ebbe la prova che in quel residuo di supernova si
nascondeva una stella di neutroni. Lo studio dell'espansione dei gas
che la avvolgono ha permesso di stabilire che la supernova che la
originò esplose circa 330 anni fa, ma nelle cronache astronomiche
degli anni intorno al 1680 non v'è traccia di avvistamenti di
supernova in quella zona.
Ora c'è il rebus della temperatura. Le
accurate misurazioni ottenute grazie all'osservatorio orbitante
Chandra e pubblicate lo scorso anno da Craig Heinke e Wynn Ho,
infatti, hanno indicato che dal 1999 la luminosità di questa stella
di neutroni si è affievolita di un quinto, segno che la sua
temperatura superficiale è diminuita del 4%.
In due lavori indipendenti, due gruppi
di astrofisici interpretano questo raffreddamento come una
conseguenza della trasformazione di parte dei neutroni del nucleo in
un superfluido. Saremmo cioè in presenza di uno stato davvero
esotico della materia, nel quale il moto delle particelle che la
compongono non presenta nessun attrito.
Sia per il team di Danny Page (National
Autonomous University of Mexico) che per quello di Peter Shternin (Ioffe Physical Technical Institute -
St. Petersburg), del quale fanno parte gli stessi Heinke e Ho, i
calcoli confermerebbero che il calo di temperatura si adatta a
meraviglia al cospicuo flusso di neutrini che, quando i neutroni si
aggregano a formare il superfluido, vengono dispersi nello spazio
trascinando con sé un bel po' di energia.
Il cuore esotico di Cassiopea A
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Il Congresso americano riduce quasi a zero i tagli alle agenzie scientifiche voluti da Trump

Le leggi di spesa degli Stati Uniti per il 2026 a cui stanno lavorando insieme democratici e repubblicani al Congresso sembrano garantire un ritorno al budget 2025 delle agenzie scientifiche come NASA, NSF e NOAA. La linea di tagli radicali, anche del 50% proposti da Trump viene quindi sconfessata. Agli appropriation bills manca ora l'approvazione definitiva e la firma del presidente, possibilmente prima del 30 novembre, in modo da scongiurare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.
Nella foto, Capitol Hill, sede del Congresso statunitense.
Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.