Le caratteristiche
generali individuate in un insetto fossile risalente a 100 milioni di
anni fa non sono poi così differenti da quelle dei suoi discendenti
che vivono ai nostri giorni.
Lo studio del fossile di
uno Schizodactylidae – noto anche come grillo dalle grandi
zampe – condotto dal team di Sam Heads (Illinois Natural History
Survey) e pubblicato su ZooKeys non solo ha chiarito una
erronea classificazione di un fossile simile, ma ha messo in luce
anche un elemento più interessante. E' infatti emerso come il
cammino evolutivo di questo insetto appartenente alla famiglia degli
ortotteri sembra si sia fermato al Periodo Cretaceo Inferiore. Il
fossile, scoperto in Brasile, mostra alcune differenze con i
suoi attuali discendenti – insetti carnivori che vivono nell'Asia
meridionale, nell'Indocina settentrionale e in Africa – ma le
caratteristiche generali non sono affatto mutate. Secondo Heads ci
troviamo in presenza di una sorta di stasi evolutiva che dura da
almeno 100 milioni di anni.
Non sembrano cambiate
neppure le preferenze in fatto di habitat. All'epoca in cui
quell'insetto fossile zompettava in cerca di prede, la regione del
Brasile in cui è stato ritrovato era caratterizzata da un clima
arido o semi-arido di tipo monsonico. Proprio come le regioni nelle
quali attualmente è diffuso.
Una stasi nell'evoluzione
prossimo articolo
Rinnovabili: conviene usarle e produrle

Nel Regno Unito, la forte crescita di eolico e solare durante la guerra in Iran ha permesso di ridurre l’importazione di gas e contenere i costi energetici, mostrando però anche i limiti del sistema europeo che continua a legare il prezzo dell’elettricità a quello del gas: il meccanismo da un lato conviene ai produttori di rinnovabili, dall'altro pesa sui consumatori.
Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay
Nel Regno Unito, dall'inizio della guerra in Iran, eolico e solare hanno generato un record di 21 terawattora di energia, stando a un'analisi di Carbon Brief. Una quantità sufficiente a evitare l'importazione di 41 terawattora di gas, equivalenti a circa 34 navi cisterna di gas naturale liquefatto. Navi che, ai prezzi attuali gonfiati dal conflitto, sarebbero costate circa 1,7 miliardi di sterline.