Le caratteristiche
generali individuate in un insetto fossile risalente a 100 milioni di
anni fa non sono poi così differenti da quelle dei suoi discendenti
che vivono ai nostri giorni.
Lo studio del fossile di
uno Schizodactylidae – noto anche come grillo dalle grandi
zampe – condotto dal team di Sam Heads (Illinois Natural History
Survey) e pubblicato su ZooKeys non solo ha chiarito una
erronea classificazione di un fossile simile, ma ha messo in luce
anche un elemento più interessante. E' infatti emerso come il
cammino evolutivo di questo insetto appartenente alla famiglia degli
ortotteri sembra si sia fermato al Periodo Cretaceo Inferiore. Il
fossile, scoperto in Brasile, mostra alcune differenze con i
suoi attuali discendenti – insetti carnivori che vivono nell'Asia
meridionale, nell'Indocina settentrionale e in Africa – ma le
caratteristiche generali non sono affatto mutate. Secondo Heads ci
troviamo in presenza di una sorta di stasi evolutiva che dura da
almeno 100 milioni di anni.
Non sembrano cambiate
neppure le preferenze in fatto di habitat. All'epoca in cui
quell'insetto fossile zompettava in cerca di prede, la regione del
Brasile in cui è stato ritrovato era caratterizzata da un clima
arido o semi-arido di tipo monsonico. Proprio come le regioni nelle
quali attualmente è diffuso.
Una stasi nell'evoluzione
prossimo articolo
L'ascesa intermittente del livello del mare nel Salento

Nel Salento il mare non sale in modo lineare: avanza a scatti, guidato da dinamiche che nascono lontano, tra Ionio e Atlantico. In un solo anno le variazioni possono superare la tendenza di decenni. Capire questi meccanismi è fondamentale per capire anche i rischi futuri: tra clima globale, correnti e pressione atmosferica, il destino delle coste si gioca su più scale, e riguarda tutti.
Immagine di copertina: GLOBAL_MULTIYEAR_PHY_001_030; DOI: doi.org/10.48670/moi-00021. Crediti: European Union, Copernicus Marine Service Information or Data (2026), ©Mercator Ocean.
Il livello del mare nel Salento non è una progressione costante col riscaldamento globale, ma un’ascesa intermittente influenzata da fenomeni che avvengono nel mar Ionio e nell’oceano Atlantico settentrionale. La variabilità fra due anni consecutivi può persino essere superiore alla tendenza di decenni. Ma come lo sappiamo e cosa implica per i cambiamenti futuri?