Le caratteristiche
generali individuate in un insetto fossile risalente a 100 milioni di
anni fa non sono poi così differenti da quelle dei suoi discendenti
che vivono ai nostri giorni.
Lo studio del fossile di
uno Schizodactylidae – noto anche come grillo dalle grandi
zampe – condotto dal team di Sam Heads (Illinois Natural History
Survey) e pubblicato su ZooKeys non solo ha chiarito una
erronea classificazione di un fossile simile, ma ha messo in luce
anche un elemento più interessante. E' infatti emerso come il
cammino evolutivo di questo insetto appartenente alla famiglia degli
ortotteri sembra si sia fermato al Periodo Cretaceo Inferiore. Il
fossile, scoperto in Brasile, mostra alcune differenze con i
suoi attuali discendenti – insetti carnivori che vivono nell'Asia
meridionale, nell'Indocina settentrionale e in Africa – ma le
caratteristiche generali non sono affatto mutate. Secondo Heads ci
troviamo in presenza di una sorta di stasi evolutiva che dura da
almeno 100 milioni di anni.
Non sembrano cambiate
neppure le preferenze in fatto di habitat. All'epoca in cui
quell'insetto fossile zompettava in cerca di prede, la regione del
Brasile in cui è stato ritrovato era caratterizzata da un clima
arido o semi-arido di tipo monsonico. Proprio come le regioni nelle
quali attualmente è diffuso.
Una stasi nell'evoluzione
prossimo articolo
Il Congresso americano riduce quasi a zero i tagli alle agenzie scientifiche voluti da Trump

Le leggi di spesa degli Stati Uniti per il 2026 a cui stanno lavorando insieme democratici e repubblicani al Congresso sembrano garantire un ritorno al budget 2025 delle agenzie scientifiche come NASA, NSF e NOAA. La linea di tagli radicali, anche del 50% proposti da Trump viene quindi sconfessata. Agli appropriation bills manca ora l'approvazione definitiva e la firma del presidente, possibilmente prima del 30 novembre, in modo da scongiurare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.
Nella foto, Capitol Hill, sede del Congresso statunitense.
Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.