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In Arabia prima del previsto

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L'annuncio della scoperta è stato pubblicato su Science da Simon J. Armitage (Royal Holloway, University of London) e collaboratori ed è il risultato della datazione di alcuni utensili rinvenuti in un sito archeologico in prossimità dello Stretto di Hormuz. Finora si pensava che l'uomo moderno fosse giunto in quelle regioni costeggiando il Mar Mediterraneo e lungo le coste della penisola Arabica circa 60 mila anni fa, ma il nuovo studio obbliga ad anticipare di almeno 40-50 mila anni tale arrivo.
Valutando i dati relativi alla situazione climatica nel periodo del probabile esodo, Armitage e collaboratori hanno notato che il passaggio potrebbe essere stato favorito dalle particolari condizioni dello stretto che separa la penisola dal Corno d'Africa durante l'ultimo periodo interglaciale, circa 130 mila anni fa. A quell'epoca, infatti, a causa del ridotto livello marino, le due sponde dello stretto erano molto più vicine e in più la penisola Arabica era particolarmente accogliente in quanto molto più umida e fertile di quanto non lo sia ai nostri giorni.

AAAS

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Sezioni: 
Antropologia

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.