fbpx Il pianeta bollente | Page 4 | Scienza in rete

Il pianeta bollente

Read time: 1 min

Scoperto il pianeta più caldo mai osservato finora: complice la vicinanza alla sua caldissima stella, è caratterizzato da una temperatura superficiale di circa 3200 °C.
Le prime avvisaglie della sua esistenza risalgono al 2006, ma la conferma è venuta solamente lo scorso anno, al termine di un paziente lavoro osservativo delle distorsioni provocate dal pianeta nello spettro di WASP-33, una stella variabile della costellazione di Andromeda distante circa 380 anni luce.

WASP-33b, questo il nome del pianeta, è grande circa una volta e mezza Giove e la sua massa è stimata in circa quattro volte quella del nostro pianeta gigante. La sua orbita lo fa circolare intorno alla sua stella a neppure un decimo della distanza orbitale di Mercurio e questo comporta che un anno su WASP-33b duri poco più di 29 ore. Poiché la superficie della stella è più calda di quella del Sole – 7100 °C contro 5600 °C – tale vicinanza provoca l'incredibile surriscaldamento della superficie planetaria, che ribolle a oltre 3000 gradi.

Uno studio appena pubblicato su Astronomy & Astrophysics, inoltre, annuncia che WASP-33 presenta, oltre alle pulsazioni tipiche della sua variabilità, altre pulsazioni che potrebbero essere dovute proprio alla presenza del pianeta, una sorta di azione di marea come quella che la Luna esercita sulla Terra.

INAF - New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Tecnologie quantistiche: c’è ancora tempo per ragionare di equità

computer quantistico

Durante le celebrazioni per il centenario del fisico Abdus Salam al "suo" ICPT, che cade giovedì 29 gennaio, si parla di tecnologie quantistiche con alcuni ospiti. Abbiamo intervistato Tommaso Calarco, direttore del Quantum Control Group presso il centro di ricerca di Jülich in Germania, e fra i protagonisti della strategie italiana ed europea sul Quantum Flagship. È possibile seguire in diretto l'evento a questo link.

Immagine di copertina: Ragsxl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Il 29 gennaio 2026 si tengono a Trieste le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Abdus Salam, fisico di origine pakistana e vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1979 per l’unificazione tra interazioni elettromagnetiche e deboli. Nel 1964, Salam, insieme al fisico triestino Paolo Budinich, fondò l’International Center for Theoretical Physics, con la missione di garantire pari accesso alla scienza, indipendentemente da barriere geografiche, di genere o economiche. Proprio l’ICTP ospita l’evento.