fbpx Sigaretta, danno immediato | Page 19 | Scienza in rete

Sigaretta, danno immediato

Read time: 1 min

Una ricerca condotta presso l'Università del Minnesota dimostra che gli effetti devastanti del fumo sono pronti a scatenarsi già mezz'ora dopo che si è buttato il mozzicone.
Si sa, fumare fa male – nel mondo ogni giorno 3000 persone muoiono per cancro ai polmoni e nel 90% dei casi alla sua origine vi è il fumo delle sigarette – ma che il danno potesse essere così rapido non se lo aspettavano neppure i ricercatori. Stephen Hecht (Masonic Cancer Center and Department of Pharmacology - University of Minnesota) e collaboratori hanno seguito in 12 fumatori volontari la produzione di un particolare idrocarburo polinucleare aromatico (il fenantrene) associato al fumo della sigaretta. La scelta di sorvegliare questo agente chimico è legata al fatto che, una volta immesso nel sangue, produce una sostanza tossica che induce le mutazioni genetiche all'origine del tumore.
Nello studio, pubblicato su Chemical Research in Toxicology, si evidenzia come la produzione della tossina raggiunga i valori massimi già 15-30 minuti dopo che i volontari hanno terminato la loro sigaretta. Gli effetti sono così devastanti e immediati, sottolineano i ricercatori, che è come se la tossina venisse direttamente iniettata nel sangue.

ABC Science

Autori: 
Sezioni: 
Salute

prossimo articolo

L’economia europea ha un centro di gravità?

mappa europa con i paesi collegati da uno spago

Le guerre non colpiscono tutte allo stesso modo l’economia globale: molto dipende da dove esplodono. Un nuovo studio applica al commercio internazionale un modello ispirato alla fisica, interpretando i mercati europei come un vero e proprio “campo gravitazionale”. Le simulazioni mostrano che i conflitti localizzati nei nodi centrali delle reti produttive e commerciali europee — dal nord Italia al Benelux — possono generare effetti destabilizzanti molto più ampi rispetto a guerre periferiche. E propone quindi un approccio interdisciplinare che aiuta a leggere il legame sempre più stretto tra geopolitica, interdipendenza economica e stabilità del continente.

Le guerre e le tensioni geopolitiche non colpiscono tutti i mercati allo stesso modo. Alcuni conflitti producono effetti economici limitati, mentre altri possono destabilizzare intere aree commerciali. Un recente studio che abbiamo pubblicato su Conflict Resolution Quarterly propone un modello interdisciplinare tra economia e fisica che interpreta i mercati internazionali come «campi gravitazionali».