fbpx Polli GM anti pandemia | Scienza in rete

Polli GM anti pandemia

Read time: 1 min

Ricercatori della Università di Cambridge (USA) sono riusciti a produrre polli transegnenici che non trasmettono l'influenza H5N1, salita alla ribalta alcuni anni fa per aver infettato anche uomini con un alto grado di letalità. L'esperimento, pubblicato su Science, è consistito nell'integrare nel patrimonio genetico dei polli un tratto del DNA capace di dribblare un enzima essenziale per la trasmissione del virus influenzale. Messi i polli GM, opportunamente infettati con il virus, in gabbie con polli sani, la trasmissione in effetti non è avvenuta.

Gli scienziati commentano che tale tecnica, ovviamente non generalizzabile agli uccelli selvatici, veri incubatori dell'epidemia, salverebbe quantomeno i grandi allevamenti dalle stragi pandemiche, proteggendoli meglio della vaccinazione. Anche se resta difficile pensare gli sterminati di strada mercati asiatici ripuliti dai polli "naturali", rimpiazzati dalla nuove stirpe dei polli virus-free. 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Transgenici

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?