Una nuova analisi degli anelli di accrescimento di campioni provenienti da antichi alberi ha permesso di ricostruire l'andamento climatico in Europa centrale negli ultimi 2500 anni mostrando un chiaro collegamento tra clima ed eventi storici.
Nel loro studio, pubblicato online su Science Express, Ulf Büntgen (Swiss Federal Research Institure for Forest, Snow and Landscape) e collaboratori hanno esaminato e catalogato accuratamente gli anelli di oltre 8700 campioni lignei provenienti da Francia, Germania e Austria, indelebile testimonianza delle condizioni climatiche presenti all'epoca della loro formazione.
La sovrapposizione con gli eventi storici ha indicato che le variazioni climatiche potrebbero aver giocato un ruolo chiave in molte vicende che hanno segnato il cammino delle civiltà. I periodi di prosperità di cui hanno goduto le popolazioni durante l'Impero romano (tra il 300 a.C. e il 200 d.C.) e il Medio Evo (tra il 1000 e il 1200 d.C.), per esempio, corrispondono a periodi climatici caratterizzati da estati calde e umide, situazione ideale per una fiorente agricoltura. Viceversa, la caduta dell'Impero di Roma e il turbolento periodo delle migrazioni barbariche, tra il 250 e il 600 d.C., sono state accompagnate da una crescente variabilità climatica.
Anche dagli alberi, insomma, un chiaro segnale sull'importanza del clima.
La storia scritta negli alberi
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L'ascesa intermittente del livello del mare nel Salento

Nel Salento il mare non sale in modo lineare: avanza a scatti, guidato da dinamiche che nascono lontano, tra Ionio e Atlantico. In un solo anno le variazioni possono superare la tendenza di decenni. Capire questi meccanismi è fondamentale per capire anche i rischi futuri: tra clima globale, correnti e pressione atmosferica, il destino delle coste si gioca su più scale, e riguarda tutti.
Immagine di copertina: GLOBAL_MULTIYEAR_PHY_001_030; DOI: doi.org/10.48670/moi-00021. Crediti: European Union, Copernicus Marine Service Information or Data (2026), ©Mercator Ocean.
Il livello del mare nel Salento non è una progressione costante col riscaldamento globale, ma un’ascesa intermittente influenzata da fenomeni che avvengono nel mar Ionio e nell’oceano Atlantico settentrionale. La variabilità fra due anni consecutivi può persino essere superiore alla tendenza di decenni. Ma come lo sappiamo e cosa implica per i cambiamenti futuri?