Una nuova analisi degli anelli di accrescimento di campioni provenienti da antichi alberi ha permesso di ricostruire l'andamento climatico in Europa centrale negli ultimi 2500 anni mostrando un chiaro collegamento tra clima ed eventi storici.
Nel loro studio, pubblicato online su Science Express, Ulf Büntgen (Swiss Federal Research Institure for Forest, Snow and Landscape) e collaboratori hanno esaminato e catalogato accuratamente gli anelli di oltre 8700 campioni lignei provenienti da Francia, Germania e Austria, indelebile testimonianza delle condizioni climatiche presenti all'epoca della loro formazione.
La sovrapposizione con gli eventi storici ha indicato che le variazioni climatiche potrebbero aver giocato un ruolo chiave in molte vicende che hanno segnato il cammino delle civiltà. I periodi di prosperità di cui hanno goduto le popolazioni durante l'Impero romano (tra il 300 a.C. e il 200 d.C.) e il Medio Evo (tra il 1000 e il 1200 d.C.), per esempio, corrispondono a periodi climatici caratterizzati da estati calde e umide, situazione ideale per una fiorente agricoltura. Viceversa, la caduta dell'Impero di Roma e il turbolento periodo delle migrazioni barbariche, tra il 250 e il 600 d.C., sono state accompagnate da una crescente variabilità climatica.
Anche dagli alberi, insomma, un chiaro segnale sull'importanza del clima.
La storia scritta negli alberi
prossimo articolo
Lavorare stanca, al caldo ammazza

Mentre il caldo estremo diventa la norma, il lavoro all'aperto resta uno dei fronti più esposti e meno tutelati. In Italia ogni anno migliaia di infortuni sono attribuibili alle alte temperature, e ogni estate porta con sé la conta dei braccianti e degli operai morti sotto il sole. Qualcosa si muove: ordinanze regionali, un protocollo nazionale, una piattaforma di previsione del rischio che funziona. Ma in Italia la prevenzione resta a macchia di leopardo e senza una legge che la renda obbligatoria ovunque. Illustrazione prodotta con Claude.
Il 19 luglio 2025 Naceur Messaoudi, bracciante di 57 anni, è morto mentre raccoglieva cocomeri nelle campagne di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Pochi giorni prima un altro bracciante era morto in un agrumeto del Cosentino, un terzo in una serra del Casertano. Il 25 luglio, in Sardegna, l'operaio antincendio Gianfranco Incollu ha perso la vita mentre lavorava tra le fiamme a Jerzu, con temperature che hanno toccato i 48 gradi. Sono solo alcuni dei casi che le cronache e i sindacati hanno raccolto durante l'estate.