fbpx Autismo e vaccini: bufala o verità? | Page 5 | Scienza in rete

Autismo e vaccini: bufala o verità?

Read time: 1 min

Abbiamo deciso di non vaccinare nostro figlio perchè quell'iniezione potrebbe farlo diventare autistico. Nel 1998 il ricercatore ingese Andrew Wakefield pubblicò sulla rivista Lancet uno studio che indentificava un particolare vaccino come una delle possibili cause scatenanti l'autismo. Il vaccino in questione era il trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. Una ricerca, quella di Wakefield, che fece parecchio scalpore e che fu vera e propria benzina sul fuoco per i movimenti no-vaccino, diffusi in tutto il pianeta.

Nonostante gran parte del mondo scientifico prese le distanze dalle conclusioni di Wakefield, negli anni successivi la pubblicazione dei risultati si verificò una netta diminuzione di bambini vaccinati. Dopo ben 13 anni la polemica si è riaccesa grazie a un editoriale pubblicato dalla rivista British Medical Journal. Secondo quanto riporta la testata la notizia della realzione tra autismo e vaccino sarebbe totalmente priva di fondamento.

Wakefield avrebbe alterato i dati clinici presenti nelle cartelle e avrebbe presentato come sani dei bambini che prima del vaccino già avevano evidenziato problemi di sviluppo. Le accuse dovranno ancora essere confermate ma per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che lo studioso inglese risulta essere inibito dall'esercitare la professione medica dallo scorso maggio. Non solo, da altri studi effettuati non sembrerebbero esserci evidenze della relazione tra il vaccino e la malattia.

BMJ editoriale

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Medicina

prossimo articolo

Sesso biologico, atlete e gene SRY: cosa dice la scienza e cosa dice il CIO

Gara di corsa tra atlete

Il CIO introduce una nuova policy, legando l’eleggibilità nella categoria femminile al sesso biologico, che sarà definito utilizzando la presenza del gene SRY come unico criterio. Una scelta che semplifica un fenomeno biologico complesso e si basa su evidenze scientifiche ancora parziali, soprattutto per atlete con DSD e transgender. Quanto pesa la scienza nel processo decisionale del CIO? Foto di Jonathan Chng su Unsplash.

Da poche settimane si sono spente le fiamme olimpiche a Milano e Cortina, ma il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) è già pronto, a quanto pare, per lanciarsi in nuove sfide.