fbpx Autismo e vaccini: bufala o verità? | Scienza in rete

Autismo e vaccini: bufala o verità?

Read time: 1 min

Abbiamo deciso di non vaccinare nostro figlio perchè quell'iniezione potrebbe farlo diventare autistico. Nel 1998 il ricercatore ingese Andrew Wakefield pubblicò sulla rivista Lancet uno studio che indentificava un particolare vaccino come una delle possibili cause scatenanti l'autismo. Il vaccino in questione era il trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. Una ricerca, quella di Wakefield, che fece parecchio scalpore e che fu vera e propria benzina sul fuoco per i movimenti no-vaccino, diffusi in tutto il pianeta.

Nonostante gran parte del mondo scientifico prese le distanze dalle conclusioni di Wakefield, negli anni successivi la pubblicazione dei risultati si verificò una netta diminuzione di bambini vaccinati. Dopo ben 13 anni la polemica si è riaccesa grazie a un editoriale pubblicato dalla rivista British Medical Journal. Secondo quanto riporta la testata la notizia della realzione tra autismo e vaccino sarebbe totalmente priva di fondamento.

Wakefield avrebbe alterato i dati clinici presenti nelle cartelle e avrebbe presentato come sani dei bambini che prima del vaccino già avevano evidenziato problemi di sviluppo. Le accuse dovranno ancora essere confermate ma per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che lo studioso inglese risulta essere inibito dall'esercitare la professione medica già dallo scorso maggio. Non solo, da altri studi effettuati non sembrerebbero esserci evidenze della relazione tra il vaccino e la malattia.

BMJ editoriale

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Medicina

prossimo articolo

Riforestazione: un’arma a doppio taglio da conoscere e gestire

campagna con foresta retrostante

A causa dell’abbandono massiccio delle campagne ogni anno i nuovi boschi guadagnano terreno e, in quasi tutti i casi, scegliamo di non gestirli. Questa ricolonizzazione non gestita rischia di ridurre la qualità ecologica degli ecosistemi agro-forestali, rendendoli meno resistenti al fuoco e più poveri di biodiversità.

Nell'immagine di copertina: Foreste e coltivazioni in coesione tra sviluppo naturale e gestione a Gaiole di Chianti (Siena). Crediti: Enrico Ugo Pasolini

«Ai miei tempi qui era tutta campagna, ci hanno ripetuto i nostri nonni davanti alle periferie delle loro città. È probabile che ai nostri figli noi diremo lo stesso, non davanti ai palazzi di una metropoli ma di fronte al verde di un bosco che fino a pochi anni fa non esisteva: «Ai miei tempi, questa era tutta campagna».