fbpx IceCube completato | Page 13 | Scienza in rete

IceCube completato

Read time: 1 min

Collocata nei giorni scorsi nelle profondità dei ghiacci del Polo Sud l'ultima serie di sensori dell'IceCube Neutrino Observatory, il più grande rilevatore di neutrini mai realizzato.
Davvero uno strano telescopio, l'IceCube. Immerso nelle profondità del ghiaccio antartico, fa proprio di quel ghiaccio incontaminato il suo punto di forza. I suoi 5160 sensori, collocati quali perle preziose in 86 distinte collane sprofondate anche fino a 2 chilometri e mezzo nella crosta ghiacciata del Polo Sud, hanno il compito di rilevare la debole luce azzurrina chiamata radiazione Cherenkov. Questa radiazione è la diretta conseguenza dell'urto di un neutrino con un atomo di ossigeno: nell'impatto viene prodotto un muone che si trova a muoversi nel ghiaccio più velocemente di quanto non lo possa fare la luce ed è proprio questa sua caratteristica all'origine della radiazione catturata da IceCube.
I tecnici hanno iniziato a collocare le file di rilevatori nel 2004 e qualche giorno fa sono finalmente giunti alla conclusione della loro fatica. Impresa davvero titanica: non è infatti un'inezia perforare il ghiaccio e tenere aperto quel pertugio in modo che la fila di 60 rilevatori, ciascuno dei quali è grande come un pallone da basket, possa essere collocata in modo corretto.
Tutto è pronto, dunque. Finalmente potremo cominciare a rilevare e studiare le caratteristiche degli imprendibili neutrini sparati verso la Terra dai più energetici ed esotici fenomeni dell'universo.

PhysOrg - IceCube

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Astrofisica

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.