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IceCube completato

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Collocata nei giorni scorsi nelle profondità dei ghiacci del Polo Sud l'ultima serie di sensori dell'IceCube Neutrino Observatory, il più grande rilevatore di neutrini mai realizzato.
Davvero uno strano telescopio, l'IceCube. Immerso nelle profondità del ghiaccio antartico, fa proprio di quel ghiaccio incontaminato il suo punto di forza. I suoi 5160 sensori, collocati quali perle preziose in 86 distinte collane sprofondate anche fino a 2 chilometri e mezzo nella crosta ghiacciata del Polo Sud, hanno il compito di rilevare la debole luce azzurrina chiamata radiazione Cherenkov. Questa radiazione è la diretta conseguenza dell'urto di un neutrino con un atomo di ossigeno: nell'impatto viene prodotto un muone che si trova a muoversi nel ghiaccio più velocemente di quanto non lo possa fare la luce ed è proprio questa sua caratteristica all'origine della radiazione catturata da IceCube.
I tecnici hanno iniziato a collocare le file di rilevatori nel 2004 e qualche giorno fa sono finalmente giunti alla conclusione della loro fatica. Impresa davvero titanica: non è infatti un'inezia perforare il ghiaccio e tenere aperto quel pertugio in modo che la fila di 60 rilevatori, ciascuno dei quali è grande come un pallone da basket, possa essere collocata in modo corretto.
Tutto è pronto, dunque. Finalmente potremo cominciare a rilevare e studiare le caratteristiche degli imprendibili neutrini sparati verso la Terra dai più energetici ed esotici fenomeni dell'universo.

PhysOrg - IceCube

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Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0

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