La scoperta di un quarto pianeta in orbita intorno alla stella HR 8799 mette in difficoltà i planetologi che devono spiegare come abbia fatto a formarsi un simile sistema planetario.
La stella, distante dalla Terra 129 anni luce, era già salita agli onori della cronaca con i suoi tre pianeti, tutti quanti almeno cinque volte più massicci di Giove, un paio di anni fa. Allora finì sulle pagine di Science perché gli astronomi, per la prima volta, erano riusciti a catturare in una immagine un'intera famiglia planetaria. Con la scoperta di un quarto pianeta – gigante anch'esso – annunciata nei giorni scorsi su Nature dal team di Christian Marois (Herzberg Institute of Astrophysics – Canada) la famiglia di HR 8799 diventa più numerosa, ma questo crea qualche grattacapo agli astronomi.
A causa di questa nuova scoperta diventa infatti molto problematico spiegare come un simile sistema possa essersi formato. I tre pianeti più distanti rendono di fatto improponibile il modello per accrescimento delle polveri (ci vorrebbe troppo tempo), mentre la presenza del quarto pianeta in orbita troppo ravvicinata al suo sole non permette di chiamare in causa il meccanismo di instabilità del disco di gas e polveri (il calore della stella impedisce il collasso). Un vero enigma da decifrare, insomma.
Su una cosa, però, gli scopritori non hanno dubbi: la reciproca azione gravitazionale dei quattro pianeti giganti è una minaccia davvero seria per la stabilità della famiglia di HR 8799.
Quattro pianeti e un enigma
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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash
Onorevole Presidente del Consiglio,
siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.
Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.