fbpx Stagione giusta per nascere | Page 4 | Scienza in rete

Stagione giusta per nascere

Read time: 2 mins

Stando a uno studio pubblicato online su Nature Neuroscience la stagione dell'anno in cui uno nasce potrebbe avere effetti molto importanti e persistenti sul funzionamento del suo orologio biologico.
Quella che Christopher Ciarleglio (Vanderbilt University) e gli altri quattro ricercatori sono riusciti a ottenere con i loro esperimenti condotti su gruppi di piccoli di topo è la prima evidenza di una sorta di imprinting stagionale nei ritmi circadiani di mammiferi. Nell'esperimento due gruppi di topi sono stati allevati dalla nascita allo svezzamento in ambienti caratterizzati da cicli luminosi estivi o invernali. Dopo lo svezzamento, per un periodo di quattro settimane, parte dei topi ha continuato a vivere nel medesimo ciclo mentre parte è passata a quello opposto. Una volta giunti alla maturità i topi sono stati posti in completa oscurità e sono stati osservati sia i loro comportamenti sia l'attività neuronale associata ai ritmi circadiani.
E' emerso che, mentre i ritmi biologici e il comportamento dei topi “estivi” rimanevano abbastanza stabili, i topi allevati nel ciclo invernale mostravano un'esagerata risposta al cambio stagionale. Una situazione che, secondo i ricercatori, potrebbe aprire la strada a una possibilità davvero intrigante, benché altamente speculativa.
Se quel meccanismo di imprinting osservato nei topi si attivasse anche negli esseri umani, infatti, si potrebbe ricondurre ad esso non solo l'insorgere di alcuni disturbi comportamentali, ma addirittura imputargli effetti più generali sulla personalità.

Vanderbilt University

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Psicologia

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

terremoto a Norcia

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.

Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.