fbpx Stagione giusta per nascere | Page 2 | Scienza in rete

Stagione giusta per nascere

Read time: 2 mins

Stando a uno studio pubblicato online su Nature Neuroscience la stagione dell'anno in cui uno nasce potrebbe avere effetti molto importanti e persistenti sul funzionamento del suo orologio biologico.
Quella che Christopher Ciarleglio (Vanderbilt University) e gli altri quattro ricercatori sono riusciti a ottenere con i loro esperimenti condotti su gruppi di piccoli di topo è la prima evidenza di una sorta di imprinting stagionale nei ritmi circadiani di mammiferi. Nell'esperimento due gruppi di topi sono stati allevati dalla nascita allo svezzamento in ambienti caratterizzati da cicli luminosi estivi o invernali. Dopo lo svezzamento, per un periodo di quattro settimane, parte dei topi ha continuato a vivere nel medesimo ciclo mentre parte è passata a quello opposto. Una volta giunti alla maturità i topi sono stati posti in completa oscurità e sono stati osservati sia i loro comportamenti sia l'attività neuronale associata ai ritmi circadiani.
E' emerso che, mentre i ritmi biologici e il comportamento dei topi “estivi” rimanevano abbastanza stabili, i topi allevati nel ciclo invernale mostravano un'esagerata risposta al cambio stagionale. Una situazione che, secondo i ricercatori, potrebbe aprire la strada a una possibilità davvero intrigante, benché altamente speculativa.
Se quel meccanismo di imprinting osservato nei topi si attivasse anche negli esseri umani, infatti, si potrebbe ricondurre ad esso non solo l'insorgere di alcuni disturbi comportamentali, ma addirittura imputargli effetti più generali sulla personalità.

Vanderbilt University

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Psicologia

prossimo articolo

Olimpiadi invernali: e l'ambiente?

panorama verde sul lago fedaia

Le Olimpiadi impattano molto sull’ambiente per varie ragioni: il maggiore consumo energetico aumenta le emissioni di gas serra, mentre le infrastrutture per le gare e i trasporti aumentano il consumo di suolo e il consumo idrico in territori già fortemente indeboliti dal cambiamento climatico. La copertura nevosa in montagna è infatti in calo da decenni, soprattutto sotto i 2000 metri di quota, mentre le temperature crescenti mettono a dura prova le stagioni di turismo invernale, per cui si ricorre ormai da tempo alla neve artificiale.

Foto: panorama sulle Dolomiti tra Trentino-Alto Adige e Veneto, con poca copertura nevosa (di Cecilia Giorgi, gennaio 2026)

Le Olimpiadi uniscono i popoli, e in questo periodo in cui tutti vogliono farsi la guerra forse è un bene che ci siano. Certo, l’ideale sarebbe farle con molta più sobrietà, soprattutto dal punto di vista degli impatti ambientali. Questo confronto fotografico prima-dopo pubblicato da Altreconomia ne è la prova: grandi superfici naturali sono state quasi rase al suolo dai lavori per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.