Con grande sorpresa un team internazionale di ricercatori scopre che le balene che vivono al largo delle Galapagos mostrano di essere state esposte agli agenti inquinanti molto di più delle loro sorelle che vivono in altre zone del Pacifico.
Le stranezze che emergono dalla ricerca, pubblicata su Environmental Health Perspectives, sono due. La prima viene dal fatto che le Isole Galapagos sono una riserva marina protetta dall'UNESCO e considerata incontaminata, per questo motivo Celine Godard-Codding (Texas Tech University) e gli altri ricercatori coinvolti nello studio si sarebbero aspettati una maggiore esposizione per le balene che vivono presso le coste delle nazioni più industrializzate.
Ancora più sorprendente, però, il fatto che l'analisi dei tessuti prelevati dalle balene non conduce a un analogo risultato. Per valutare l'esposizione agli inquinanti persistenti quali gli idrocarburi policiclici aromatici e il DDT, infatti, i ricercatori hanno misurato i livelli di un enzima - il CYP1A1 - indotto dagli inquinanti. Quando però hanno analizzato i tessuti per cercare direttamente gli inquinanti hanno notato che le due valutazioni non erano correlate.
Si dovrà ora capire se sono le analisi dei tessuti ad avere qualche punto debole oppure se alcuni eventi naturali quali le eruzioni possono in parte rendere conto dell'eccesso di CYP1A1 rilevato.
Balene inquinate
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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash
Onorevole Presidente del Consiglio,
siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.
Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.