fbpx Quando crebbero i mammiferi | Scienza in rete

Quando crebbero i mammiferi

Primary tabs

Read time: 2 mins

In uno studio, primo del suo genere, si analizza in modo quantitativo l'andamento delle dimensioni dei mammiferi a partire dall'epoca in cui la scomparsa dei dinosauri li lasciò padroni incontrastati del pianeta.

I ricercatori, coordinati da Felisa Smith (University of New Mexico), hanno pazientemente costruito un database davvero unico, con informazioni provenienti da fossili di mammiferi vissuti dopo l'estinzione dei dinosauri raccolti in ogni continente. La stima delle dimensioni di ogni gruppo di mammiferi è stata dedotta dalle dimensioni dei loro denti fossili, la parte solitamente meglio conservata.

Dai dati – lo studio è stato pubblicato su Science – emerge una crescita davvero incredibile: da un massimo di circa 10 kg quando dovevano condividere il territorio con i dinosauri i mammiferi raggiungevano un picco di ben 17 tonnellate con l'Indricotherium transouralicum, una specie di rinoceronte senza corno alto quasi cinque metri e mezzo vissuto in Eurasia 34 milioni di anni fa. Dopo la crescita iniziale quasi esponenziale, però, circa 40 milioni di anni fa le dimensioni massime si sono livellate in ogni continente e da allora sono rimaste pressoché costanti.
Secondo i ricercatori, l'incredibile somiglianza dell'andamento riscontrata in ogni continente sarebbe la prova che la carta vincente dei mammiferi sarebbe stata la loro abilità a diversificarsi, occupando nel miglior modo tutte le nicchie ecologiche disponibili. Le condizioni ambientali e climatiche, poi, avrebbero detto l'ultima parola sulle dimensioni massime raggiunte da ogni specie.

University of New Mexico

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

Alcol: l'epidemia che non fa rumore

persona di cui non si vede il volto con bottiglia e colori cupi

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.

Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons

Se Ennio Flaiano notava nel 2002 su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».