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Una luce contro le infezioni

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Trials clinici effettuati presso la Glasgow Royal Infirmary hanno provato l'efficacia di un sistema di decontaminazione ambientale che si basa su una particolare forma di illuminazione.

Le onde luminose prodotte dall'HINS-light Environmental Decontamination System – una ristretta banda nella regione della luce visibile – sono in grado di ridurre in modo significativo i batteri patogeni presenti negli ambienti ospedalieri, molto più di quanto si possa ottenere con la pulizia e la disinfezione. Queste particolari onde luminose, infatti, eccitano alcune molecole contenute nei batteri innescando reazioni chimiche che risultano letali per gli agenti patogeni. Il sistema ha mostrato di essere efficace anche con batteri particolarmente resistenti alle normali disinfezioni, quali lo Staphylococcus aureus (noto come MRSA) e il Clostridium difficile.

A differenza dei metodi di decontaminazione ambientale che impiegano gas sterilizzanti o luce UV, questa nuova tecnologia non solo non presenta rischi per i pazienti e il personale, ma, grazie alla natura pervasiva della luce, risulta anche molto più efficace delle procedure di disinfezione di routine solitamente impiegate.

University of Strathclyde

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Medicina

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grafico onde

Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

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