Alcune sostanze chimiche utilizzate per rivestire contenitori per cibo o sacchetti di popcorn per forni a microonde possono finire nello stomaco e da lì nel sangue dei consumatori.
La scoperta, pubblicata da Jessica D'eon e Scott Mabury (Università di Toronto) sulle pagine di EHP, riguarda i PFCAs (perfluorinated carboxylic acids), pericolose sostanze acide individuate nel sangue di numerose persone in ogni parte del mondo. La ricerca voleva chiarire se queste sostanze potessero provenire dalla metabolizzazione dei PAPs (polyfluoroalkyl phosphate esters), prodotti chimici antiaderenti e idrorepellenti impiegati in molti prodotti quali pentole, vestiti e materiali utilizzati nel confezionamento dei cibi.
Per tre settimane i due ricercatori hanno esposto alcuni topi ai PAPs sia per via orale sia, più invasivamente, con iniezioni e hanno tenuto sotto controllo la concentrazione sia dei PAPs che dei PFCAs metabolizzati nel sangue. Il livello di sostanze rinvenuto ha permesso loro di concludere che la principale fonte di avvelenamento da PFCA deriva proprio dalla metabolizzazione dei PAPs.
Secondo i due ricercatori non è possibile stabilire se quella da loro individuata sia l'unica fonte e neppure se sia la più importante, ma quello che sottolineano è che si tratta certo di una fonte molto significativa.
Sacchetti velenosi
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Dall’hantavirus a Ebola, l’attenzione pubblica sulle epidemie resta alta: può essere utile allora una riflessione generale sulle modalità con cui si attiva la catena dei contagi. Partendo dall’hantavirus, Enrico Girardi, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, delinea alcuni importanti fattori di rischio, che si manifestano in modo simile in qualsiasi emergenza epidemica, e indica quali sono i rimedi necessari, tra cui l’informazione. Crediti immagine: Dieny Portinanni su Unsplash
Passata l’emergenza legata all’hantavirus, il tema delle epidemie resta al centro dell’attenzione pubblica, a causa dell’esplosione del caso Ebola. Una riflessione più generale, articolata intorno a quello che è accaduto durante il recente focolaio di hantavirus, consente di mettere a fuoco fenomeni che si possono presentare in qualsiasi emergenza epidemica. La storia della recente epidemia di hantavirus contiene infatti tutti gli elementi che potrebbero essere utilizzati in una esercitazione sul contrasto alle malattie infettive emergenti.