L'analisi accurata della radiazione cosmica di fondo ha permesso a un team internazionale di scoprire la presenza di 10 ammassi di galassie finora sfuggiti all'osservazione.
Per l'importante scoperta è stata fondamentale la capacità osservativa del telescopio ACT (Atacama Cosmology Telescope), uno strumento di 6 metri progettato per catturare la radiazione millimetrica. La collocazione a oltre 5000 metri di quota nel deserto cileno di Atacama, infatti, gli permette di evitare l'azione di filtro che il vapore acqueo esercita per quel tipo di radiazione.
I ricercatori sono riusciti a individuare le tracce dei 10 ammassi di galassie sfruttando un fenomeno fisico predetto 40 anni fa da Rashid Sunyaev e Yakov Zel'dovich. Secondo questo fenomeno, battezzato effetto S-Z, la radiazione cosmica di fondo viene in qualche modo distorta dalla presenza del gas caldo che pervade gli ammassi di galassie.
Solitamente si nota la traccia dell'effetto S-Z osservando in direzione di ammassi di galassie noti. In questo caso, però, si è seguita la procedura inversa. Gli astronomi, infatti, hanno individuato grazie ad ACT le distorsioni della radiazione cosmica di fondo e da questa presenza hanno potuto risalire agli ammassi di galassie che finora non erano ancora stati rilevati. La scoperta, pubblicata su Astrophysical Journal, non è un colpo di fortuna, ma il frutto di una accurata e metodica osservazione del cielo meridionale iniziata nel 2008, appena qualche mese dopo l'entrata in servizio di ACT.
Galassie emergono dall'ombra
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Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0
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