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I pentiti mentono di più

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Gianluca Bruttomesso

Scacco ai criminologi. Quando al potenziale criminale si chiede una seconda confessione, caratterizzata da incentivi, come l'abbreviazione della pena, o una da scontarsi in condizioni migliori, ci si attende che l'indagato dica la verità. Per questo quanto confessa, in questa fase, è considerato probatorio. Ora, tuttavia, uno studio comportamentale effettuato da due psicologhe dell'Università dell'Arkansas a Fayetteville (Usa), Jessica K. Swanner e Denise R. Beike, sembra ribaltare quanto sinora ritenuto acquisito: in realtà, il criminale, nel corso della seconda confessione, a seguito degli incentivi offerti, non è affatto indotto ad affermare il vero. Semmai l'incentivo suggerisce di dire altro, secondo criteri opportunistici. La ricerca, pubblicata sul Journal of law and human behavior (edizione del 10 marzo 2009), ha sottoposto un centinaio di partecipanti a una situazione (il crash di un computer) in cui sapevano chi era il responsabile. Quindi è stata chiesta loro una prima e una seconda confessione in presenza di incentivi. Il risultato inatteso è stato appunto che la presenza di incentivi ha aumentato il tasso di false confessioni.

 

Fonte: Newswise

Criminologia

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virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopio elettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.