fbpx Canaloni di Marte e ghiaccio secco | Scienza in rete

Canaloni di Marte e ghiaccio secco

Read time: 1 min

Il confronto tra immagini acquisite in tempi diversi ha permesso agli astronomi di chiarire che alcuni cambiamenti nei canaloni si Marte non possono essere attribuiti all'azione dell'acqua, bensì a quella dell'anidride carbonica.
L'importante scoperta, pubblicata sul numero di novembre di Geology, è opera del team coordinato da Serina Diniega (Jet Propulsion Laboratory), che ha analizzato i cambiamenti occorsi in una ventina di canaloni in sette diverse località dell'emisfero meridionale di Marte riuscendo a circoscrivere il periodo dell'anno in cui sono avvenuti.
Poiché dai dati emerge che le nuove strutture sono verosimilmente state scavate nella stagione invernale, è impossibile imputare la loro formazione allo scorrere di acqua liquida – una delle ipotesi più gettonate fin dalla scoperta dei canaloni dieci anni fa.
Diniega e collaboratori puntano così il dito verso l'anidride carbonica proveniente dall'atmosfera di Marte che in inverno congela e finisce nel terreno, ma che ritorna in forma gassosa non appena si avvicina la primavera. L'energia associata agli sbuffi di gas unita all'azione lubrificante dell'anidride carbonica sulla sabbia potrebbero favorire o generare scivolamenti e frane, originando in tal modo nuovi canaloni.

NASA-JPL

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.