fbpx Giuliani l'eretico | Scienza in rete

Giuliani l'eretico

Read time: 1 min

Luca Carra

Nel mezzo della bufera fra i pro e i contro, il tecnico dell'Inaf Giampaolo Giuliani difende il suo metodo del radon come precursore delle attività sismiche. Come dicono i critici, effettivamente Giuliani non ha a suo vantaggio pubblicazioni scientifiche di rilevo. Tuttavia sul motore di ricerca accademico Scholar google, mettendo le parole radon+earthquake+precursor escono 1.660 risultati. La tecnica non è insomma una panzana. Anzi, essa sarebbe stata sviluppata, secondo una mini-inciesta recente del Sole24Ore (vedi sotto a fonte), dai sismologi Victor Aleeksenco, direttore negli anni '70 del laboratorio russo underground di Baksan, e Nicola Zaccheo, all'epoca ricercatore alla Caltech University di Pasadena, nonché da Chu King che ha descritto il fenomeno per lo U.S Geological Survey. 

La tecnica, tuttavia, sembra più il frutto di un'ipotesi di lavoro non ancora consolidata, in cui ha investito, fra gli altri, l'azienda toscana Caen, che dopo anni di tentativi aveva rinunciato a sviluppare questo tip di strumentazione affidandola a Giuliani, che aveva continuato a lavorarci nel laboratorio del Gran Sasso. Fino all'expoit del 27 marzo, giorno in cui, i suoi rilevatori cominciano a segnalare picchi di radon che potrebbero "predire" un terremoto. Il resto è noto.

Per approfondimenti leggi l'articolo

Terremoto

prossimo articolo

Scongelare i cervelli, non i ghiacciai

Particolare di una formazione di ghiaccio

Matteo Motterlini nel suo ultimo saggio spiega quali sono le trappole mentali che ci spingono a non reagire di fronte ai rischi connessi alla crisi del clima. E a disinnescarle, per darci la possibilità di attivare il cambiamento iniziando dall’unico luogo in cui può essere concepito un futuro diverso: il nostro cervello. Crediti immagine: Foto di Sophia Simoes su Unsplash

Perché la crisi climatica non ci smuove? Perché continuiamo a posticipare l’inevitabile? Perché ignoriamo chi verrà dopo di noi? Perché cambiare ci costa così tanto? Perché distruggiamo il più prezioso dei beni comuni: la nostra casa, la Terra? Perché crediamo ancora nella crescita infinita, su un pianeta che ha limiti ben precisi? Perché neghiamo l’evidenza? Perché non ci fidiamo della scienza?