Il segreto dell'incredibile successo nella cattura delle prede di una varietà di meduse starebbe nella capacità di nascondere alla perfezione i loro movimenti in acqua.
Le meduse della specie Mnemiopsis leidyi sono ben note soprattutto per la loro voracità. Alla base della loro alimentazione vi è lo zooplankton, che le meduse divorano in gran quantità. Poiché tra le prede figurano anche i Copepodi, minuscoli crostacei che hanno sviluppato una particolare abilità a rilevare anche i più piccoli disturbi nell'acqua intorno a loro, ci si è sempre chiesto come le meduse potessero avvicinarsi indisturbate alle loro prede. Ricorrendo a sofisticate tecniche video, un team di ricercatori ha studiato i flussi d'acqua intorno alle meduse riuscendo a scoprire il loro segreto – lo studio è stato pubblicato su PNAS.
Sean P. Colin (Dipartimento di Biologia marina presso la Roger Williams University) e i suoi collaboratori hanno potuto osservare come le meduse utilizzino le microscopiche ciglia di cui sono muniti i loro lobi per generare un flusso costante d'acqua che riesce a mascherare i loro spostamenti. Poiché l'acqua viene sospinta a bassa accelerazione e in modo continuo, il flusso non mette in allarme le potenziali prede; purtroppo per loro, però, impedisce anche di rilevare il movimento della medusa. Con tragiche conseguenze.
La medusa stealth
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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.