fbpx Intelligenza collettiva | Page 4 | Scienza in rete

Intelligenza collettiva

Read time: 2 mins

Una ricerca mette in evidenza come all'interno di ogni gruppo di lavoro affiatato esista una intelligenza collettiva che va al di là della semplice unione delle abilità cognitive dei singoli individui.
Quando si parla di intelligenza, insomma, l'intero può essere maggiore della somma delle sue parti. E' quanto emerge dalla ricerca coordinata da Anita Wolley (Tepper School of Business presso la Carnegie Mellon University) e pubblicata nei giorni scorsi su Science.
Suddivisi in gruppi di lavoro composti da due a cinque persone, ai 699 individui coinvolti nella sperimentazione veniva chiesto di portare a compimento compiti di vara natura, che andavano dalla risoluzione di semplici giochi a problemi di negoziazione o attività di brainstorming. I ricercatori hanno notato che le prestazioni dei gruppi più affiatati non erano correlate solo alle abilità individuali (rilevate chiedendo a molti partecipanti di svolgere compiti analoghi individualmente), ma si manifestava una sorta di intelligenza collettiva in grado di migliorare la prestazione del gruppo anche del 30 o 40%.

Nello studio si evidenzia come questo fattore di intelligenza collettiva sia correlato alla sensibilità sociale dei singoli membri del gruppo, cioè alla capacità di percepire ciascuno le emozioni degli altri. Gruppi nei quali una persona esercita una sorta di “dominio” si sono mostrati meno intelligenti di altri gruppi nei quali lo scambio di idee e i turni di conversazione erano distribuiti più uniformemente.

Lo studio non contemplava una analisi della composizione del gruppo rispetto al genere ed è stata dunque una grossa sorpresa per i ricercatori notare in modo evidente come una maggiore presenza femminile tra i membri del gruppo giochi un ruolo chiave nel manifestarsi di questa intelligenza collettiva.

MIT

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Scienze sociali

prossimo articolo

Il calcestruzzo romano autorigenerante tra scienza e fantarcheologia

calcestruzzo con crepa

Negli ultimi mesi, mezzo mondo ha parlato del calcestruzzo romano e delle sue proprietà autorigeneranti: non è una bufala, ma è stata resa tale da chi vuole credere a tutti i costi che i Romani usassero un calcestruzzo misterioso e dalle proprietà quasi fantascientifiche.

Nel settembre del 2023, su TikTok e Instagram ci fu un’esplosione di video di ragazze che chiedevano ai loro fidanzati: «Quanto spesso pensi all’Impero romano?». Sicuramente le risposte venivano esagerate per fare più visualizzazioni (non mancava chi rispondesse: «Ogni giorno»), ma anche il solo fatto che per quasi un mese l’intero Internet abbia parlato dell’Impero romano è l’ennesima prova di qualcosa che tutti noi sappiamo: il mito di Roma non è mai uscito dal nostro immaginario collettivo.