fbpx La violenta origine di Phobos | Scienza in rete

La violenta origine di Phobos

Read time: 1 min

I dati raccolti dalla sonda Mars Express indicherebbero che Phobos, uno dei due satelliti di Marte, non è un asteroide catturato bensì il risultato della riaggregazione di detriti generati da un impatto.

Finalmente, dunque, si riesce a fare chiarezza sulla misteriosa origine delle lune del Pianeta rosso. Merito anche del recente sorvolo di Phobos da parte della Mars Express, che ha permesso di raccogliere nuove e decisive informazioni sulla sua composizione e sulla sua densità. Tanto per cominciare lo spettrometro della sonda ha mostrato che la composizione superficiale di Phobos non assomiglia affatto a quella tipica dei meteoriti più comuni la cui provenienza è asteroidale. L'accurata determinazione della massa di Phobos – calcolata studiando le perturbazioni indotte sul moto della Mars Express – ha inoltre permesso di risalire alla densità del satellite. Il valore che è emerso (circa 1,8 g/cm3) è significativamente più basso di quello che tipico dei meteoriti, il che suggerisce che la struttura di Phobos è caratterizzata da una gran quantità (25-45%) di spazio vuoto. Una struttura spugnosa che si adatta a meraviglia all'origine per riaggregazione di detriti dispersi nello spazio a seguito di un impatto.
I nuovi dati e il possibile scenario riguardante l'origine di Phobos sono stati presentati da Marco Giuranna (IFSI/INAF) e Pascal Rosenblatt (Royal Observatory of Belgium) nel corso del Congresso Europeo di Scienze Planetarie tenutosi a Roma a fine settembre.

Europlanet

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Per il grafene è la volta buona di rivoluzionare il mondo?

grafene

Il grafene, il “materiale miracoloso”, prometteva di rivoluzionare il mondo e cambiare per sempre le nostre vite, ma dopo più di vent’anni dalla sua scoperta c’è chi inizia a chiedersi: che fine ha fatto?

Circa quindici anni fa, nella sala d’attesa del dentista, lessi su una rivista scientifica di un nuovo materiale, uno come non se ne erano mai sentiti prima: estremamente flessibile ma più resistente dell’acciaio, conduceva l’elettricità e il calore meglio dei metalli, mostrava fenomeni quantistici rari (nello specifico i suoi elettroni si comportavano come fossero stati privi di massa). E la lista potrebbe continuare a lungo.