Scoperti nel Cile settentrionale i resti fossili di un uccello marino che avrebbe solcato i cieli tra i 5 e i 10 milioni di anni fa: le ossa delle ali testimoniano una apertura alare record di oltre 5 metri.
La presenza di protuberanze ossee sul becco – davvero efficienti per procacciarsi le prede volando in mare aperto – indica la sua appartenenza alla famiglia dei pelagornitidi, uccelli marini conosciuti anche con il nome di uccelli dai denti d'osso. I resti fossili di questi uccelli sono stati scoperti in ogni continente, ma la fragilità intrinseca delle ossa ha sempre impedito che la fossilizzazione ci lasciasse esemplari in condizioni ottimali.
Lo scheletro rinvenuto da Gerald Mayr (Forschungsinstitut Senckenberg – Frankfurt am Main) e David Rubilar (Museo Nacional de Historia Natural – Santiago) è invece completo e integro al 70%, ottimo per svelarci qualcosa di più su questo uccello che, secondo i ricercatori, potrebbe ancora aver solcato i cieli della preistoria quando apparvero i primi ominidi.
Quello individuato in Cile è il più grande esemplare di uccello dai denti d'osso mai scoperto finora (la scoperta è stata pubblicata su Journal of Vertebrate Paleontology) e appartiene a una nuova specie, battezzata da Mayr e Rubilar con il nome di Pelagornis chilensis. Oltre a confermare l'incredibile apertura alare (5,2 metri), il fossile cileno ha permesso di ricostruire alcune particolarità riguardanti l'anatomia e le dimensioni di questi uccelli preistorici finora sconosciute.
Uccello fossile da record
Autori:
Sezioni:
Luoghi:
Paleontologia
prossimo articolo
Hantavirus e piano pandemico: siamo davvero pronti?

Le nozze coi proverbiali fichi secchi il Piano pandemico approvato, in ritardo, il 30 aprile scorso, proprio un paio di giorni prima la scoperta del focolaio di hantavirus. Non resta che confidare che il rischio in Italia sia davvero molto limitato.
Crediti dell'immagine di copertina: CDC/Cynthia Goldsmith
Partiamo da un comunicato stampa dell’Istituto superiore di sanità con dati aggiornati al 12 maggio: «Il 2 maggio 2026 l'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Al 10 maggio 2026 sono stati identificati undici casi, tra cui tre decessi. Il virus è stato identificato come hantavirus delle Ande.