Identificati in un meteorite i microscopici grani sparati nello spazio da una supernova esplosa appena prima della nascita del Sistema solare o quando il nostro sistema planetario era proprio agli inizi della sua formazione.
La presenza nelle meteoriti del 54Cr, l'isotopo stabile del Cromo più ricco di neutroni, è nota da tempo, ma ha sempre stupito che la sua abbondanza non fosse omogenea. L'analisi accurata del meteorite caduto il 14 maggio 1864 presso la cittadina francese di Orgueil ha finalmente fornito una possibile spiegazione di tale anomalia. Nicolas Dauphas (University of Chicago) e i suoi collaboratori hanno identificato nel meteorite Orgueil microscopici granuli (meno di 100 nanometri di diametro) particolarmente ricchi di 54Cr.
Poiché un tale arricchimento è possibile solamente grazie all'azione di una supernova, nello studio pubblicato su The Astrophysical Journal i ricercatori suggeriscono che il differente arricchimento di queste nanoparticelle osservato nei meteoriti è dovuto al fatto che l'esplosione di supernova è avvenuta quando ormai la formazione planetaria era lì lì per iniziare. La supernova, insomma, non ha fatto in tempo a diffondere i suoi microscopici proiettili in modo uniforme in tutto il materiale planetario.
Proiettili di supernova
prossimo articolo
Rinnovabili: conviene usarle e produrle

Nel Regno Unito, la forte crescita di eolico e solare durante la guerra in Iran ha permesso di ridurre l’importazione di gas e contenere i costi energetici, mostrando però anche i limiti del sistema europeo che continua a legare il prezzo dell’elettricità a quello del gas: il meccanismo da un lato conviene ai produttori di rinnovabili, dall'altro pesa sui consumatori.
Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay
Nel Regno Unito, dall'inizio della guerra in Iran, eolico e solare hanno generato un record di 21 terawattora di energia, stando a un'analisi di Carbon Brief. Una quantità sufficiente a evitare l'importazione di 41 terawattora di gas, equivalenti a circa 34 navi cisterna di gas naturale liquefatto. Navi che, ai prezzi attuali gonfiati dal conflitto, sarebbero costate circa 1,7 miliardi di sterline.