Identificati in un meteorite i microscopici grani sparati nello spazio da una supernova esplosa appena prima della nascita del Sistema solare o quando il nostro sistema planetario era proprio agli inizi della sua formazione.
La presenza nelle meteoriti del 54Cr, l'isotopo stabile del Cromo più ricco di neutroni, è nota da tempo, ma ha sempre stupito che la sua abbondanza non fosse omogenea. L'analisi accurata del meteorite caduto il 14 maggio 1864 presso la cittadina francese di Orgueil ha finalmente fornito una possibile spiegazione di tale anomalia. Nicolas Dauphas (University of Chicago) e i suoi collaboratori hanno identificato nel meteorite Orgueil microscopici granuli (meno di 100 nanometri di diametro) particolarmente ricchi di 54Cr.
Poiché un tale arricchimento è possibile solamente grazie all'azione di una supernova, nello studio pubblicato su The Astrophysical Journal i ricercatori suggeriscono che il differente arricchimento di queste nanoparticelle osservato nei meteoriti è dovuto al fatto che l'esplosione di supernova è avvenuta quando ormai la formazione planetaria era lì lì per iniziare. La supernova, insomma, non ha fatto in tempo a diffondere i suoi microscopici proiettili in modo uniforme in tutto il materiale planetario.
Proiettili di supernova
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Astronomia
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di Fabio Turone

La tanto attesa programmazione dei finanziamenti pubblici alla ricerca è arrivata, ma per quanto sia considerata rivoluzionaria da molti, è passata sotto silenzio sui giornali italiani.
In copertina: la sede del MUR (elaborazione). Crediti: Carlo Dani/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Alla fine di gennaio, quasi alla chetichella, è stato pubblicato un decreto che numerosi accademici spesso critici nei confronti del MUR non hanno esitato a definire “rivoluzionario” (l’autore di questo articolo ne ha scritto per una testata in inglese su abbonamento, e per la sua newsletter gratuita scienza senza maiuscola).