fbpx Un incredibile dinamometro | Scienza in rete

Un incredibile dinamometro

Read time: 2 mins


Il microscopico cristallo di berillio del NIST
(Credit: Bollinger/NIST)

Utilizzando un microscopico cristallo di berillio, presso i laboratori del NIST è stato realizzato un rilevatore in grado di misurare forze dell’ordine degli yoctonewton in un solo secondo.

Già un newton – più o meno il peso di una piccola mela – è una forza modesta, risulta pertanto davvero difficile anche solo immaginare un yoctonewton, cioè un quadrilionesimo di tale forza. E' più o meno il peso di un atomo di rame e gli amanti dei numeri possono indicarlo scrivendo un numero decimale che, dopo lo zero e la virgola, presenti una fila di 23 zeri al termine dei quali finalmente fa capolino un uno. Non si fatica a intuire che misure di questo livello sono ai limiti dell’impossibile, eppure al NIST (National Institute of Standard and Technology) sono riusciti a misurare 390 yoctonewton in un tempo di misurazione di un secondo.

Il cuore del rilevatore è un minuscolo cristallo, composto da una sessantina di ioni di berillio, intrappolato grazie a un campo elettromagnetico in una camera a vuoto e mantenuto a una temperatura di circa 1/2000 di grado sopra lo zero assoluto. La misurazione avviene registrando come la forza applicata al dispositivo sia in grado di influenzare il moto oscillatorio degli ioni cambiando in tal modo la loro capacità di riflettere un raggio laser.

Il dispositivo, la cui descrizione è apparsa in un articolo pubblicato su Nature Nanotechnology, è frutto di quindici anni di ricerca e sperimentazione e ha permesso di stabilire un nuovo record nella misurazione di forze microscopiche: la forza misurata dai fisici del NIST in questo esperimento è 1000 volte più piccola di quella rilevata in occasione del precedente primato.

NIST

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Parità a parole, divario nei fatti: il peso della maternità

uomo in alto e donna con figli in basso

A parole la parità è un valore condiviso, ma nei fatti la genitorialità continua a pesare in modo asimmetrico. Analisi su larga scala mostrano che le madri vedono ridursi redditi, produttività e opportunità di carriera, mentre i padri mantengono percorsi lineari. Anche dove esistono politiche di sostegno, il carico familiare resta sbilanciato. Insomma, il cambiamento culturale è ancora incompiuto.

Immagine di copertina elaborata con ChatGPT

Una decina di anni fa, preparando una conferenza sulle difficoltà incontrate dalle donne nelle loro carriere, sia in ambito industriale sia in ambito accademico, avevo trovato molte ricerche fatte in diverse nazioni del mondo che portavano tutte alla stessa ineluttabile conclusione: i figli fanno male alle carriere delle loro mamme. Per contro, le carriere dei papà non sembrano essere compromesse, anzi.